Lo zelo per la tua casa mi divorerà
Dentro la persona umana va costruito un Tempio, che è la coscienza dell’uomo: va edificata, va formata, va illuminata
Dentro la persona umana va costruito un Tempio, che è la coscienza dell’uomo: va edificata, va formata, va illuminata
Dobbiamo allenarci a integrare nel nostro mondo il mondo di Dio, il modo di vedere le cose invisibili. San Paolo dice che “le cose visibili sono di un momento, le cose invisibili sono eterne”
Essere immersi nel sangue dell’agnello significa essere stati immersi nell’amore di Dio fino al sangue, che perdona, che emoziona, che trasfigura
Dentro di noi ci sono questi due personaggi: l’uomo vecchio e l’uomo nuovo. L’uomo nuovo nasce dall’esperienza della propria fragilità che è stata sanata dalla misericordia di Dio; l’uomo vecchio nasce dalla giustizia, dalla perfezione, dall’autoreferenzialità, dalla propria perfezione
Qual è la preghiera “buona”, quella che nasce dalla fede? proviamo a scoprire come le letture di oggi possono aiutarci a comprendere cosa significhi pregare.
Noi vorremmo bastare a noi stessi, vorremmo risolvere le cose il più veloce possibile, invece l’indicazione che Dio ci dà, è diversa. Nella misura in cui noi obbediamo, ci fidiamo, sperimentiamo la salvezza.
La Chiesa deve fare una cosa più spettacolare, più difficile, più impossibile da immaginare: è fare in modo che la fede accenda in noi la carità, che è questo pezzo di cielo nel cuore di ciascuno di noi, che ci abilita a vivere in una maniera nuova.
Questa parabola ci parla di qualcosa che avviene dopo la morte e che modifica, capovolge le nostre visioni, le nostre aspettative. Ci sono delle cose che avranno senso nella misura in cui le vedremo, a partire dall’aldilà.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica dice così: “La proprietà di un bene fa di colui che lo possiede un amministratore della provvidenza”. Ognuno di noi è l’amministratore dei propri beni e se non li amministriamo bene, non avremo nessun riguardo
L’innalzamento viene fatto perché io possa guardarlo, possa vedere. Questo guardare è un esercizio ed in realtà Giovanni lo traduce con avere fede, che è quell’atteggiamento di chi contempla, di chi vede nello Spirito l’azione stessa di Dio che mi promuove internamente