Lo zelo per la tua casa mi divorerà

09-11-2025 Dedicazione Basilica Lateranense di Fabio Pieroni

Gv 2,13-22

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà». Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.

Abbiamo detto all’inizio che questa giornata è una festa nella festa: io dovrei essere vestito di verde, mentre sono in bianco perché oggi è una festa che si chiama la “Dedicazione della Basilica Lateranense”, quindi della Cattedrale di Roma. La parola Cattedrale ha al suo interno la parola “cattedra”: quando tu entri in classe, la prima cosa che vedi sono i banchi e la cattedra, sulla quale trovi la maestra che insegna e questo è il punto. La chiesa più importante di Roma è la Cattedrale, che non sta a San Pietro, ma a San Giovanni in Laterano che è un colle dove è stata costruita la prima chiesa a Roma dopo le persecuzioni e fu regalata da Costantino a Papa Silvestro I nel 324. Perché è stata costruita questa chiesa? Perché in essa potesse insegnare un maestro che si chiama il Vescovo. Siccome il Vescovo di Roma è stato scelto come colui che insegna dalla cattedra che sta a Roma, per questo motivo è Papa e cioè è Vescovo anche di tutta la Chiesa universale. Non è vero che, siccome è Vescovo della Chiesa universale, è anche Vescovo di Roma; è il contrario. Quindi nella chiesa di San Giovanni in Laterano, c’è una cattedra su cui può stare solamente il Papa, solo il Vescovo: se uno entra nella chiesa, grandissima, si accorge che dietro il grande altare col baldacchino c’è questa cattedra in fondo, all’abside (una struttura architettonica rotonda, dove c’è un grande mosaico). Quindi noi stiamo festeggiando questo.

Mentre ci ricordiamo di quanto sia importante che ci sia questa cattedra, che ci sia qualcuno che insegna, ci conferma, ci corregge, dobbiamo anche capire che questa cattedra, che questa chiesa è anche il simbolo di una cosa importantissima, che non è solamente il Tempio, perché esso è figura di qualche altra cosa: vi ricordate che il Vangelo parlava di Gesù che ad un certo punto fa una cosa che non sembra lui? Butta all’aria tutto, perché si arrabbia che gli uomini hanno preso il tempio di suo padre e i Giudei gli chiedono: perché fai questo? Che insegnamento ci vuoi dare? E lui disse: “distruggete questo tempio, ma io dopo tre giorni lo farò rinascere”, ma non parlava del Tempio, parlava di lui che risorgerà dopo tre giorni, perché è lui il nostro tempio, il nostro insegnamento. Alcuni dicono che lui non si arrabbia, perché lui è Gesù, ma si arrabbia proprio: rompe, dà calci, pugni ai cambiavalute e pure ai buoi e alle pecore.

Perché fa questa cosa da matto? È un segno, un segno profetico in cui sta dicendo io devo mettere al centro di ogni cosa, di tutto quello che io farò, il tempio, che non può diventare un luogo di mercato, ma deve rimanere dedicato alla sua verità che è quella di far presente Dio stesso sulla Terra. Questo tempio, questa priorità, è l’uomo, è ognuno di noi: ognuno di noi ha una priorità.

Rispetto a Gesù che si arrabbia, faccio un esempio. Quando noi facciamo le Prime Comunioni e arrivano i bambini vestiti di bianco, tutti piangono e si emozionano perché vedono in loro l’inizio della vita cristiana, di qualcosa di incontaminato, di vero, di nobile, di puro, di candido. La gente piange e si emoziona perché vede la verità di Dio dentro questi bambini che sono i futuri adulti; ma quando diventano adulti perdono tutto ciò. Perché? Perché i genitori preferiscono il calcio. E Gesù si arrabbia rispetto al fatto che voi fate questa inversione di priorità, fate in modo che questi bambini rischino di essere immolati al Dio sport, alla bellezza, a tanti altri idoli che li distolgono dal fatto che cresca in loro questa dignità nuova, la dignità dei cristiani; è questo quello che noi facciamo. Per diventare cristiano, per vivere veramente la vita in maniera sacra, bisogna essere come un tempio; questa vita nuova a cui noi cerchiamo di dare impulso, di formare, non si impara a scuola, come si impara la matematica, la geografia, l’astronomia. Bisogna frequentare un ambiente come questo in cui ci sono stati tantissimi elementi educativi a tutti i livelli relazionali, catechetici, sacramentali, culturali che sono un format, una sintesi eccezionale che deve presiedere a questa formazione dell’uomo perché diventa un tempio. Allora Gesù si arrabbia quando si rende conto che se questa priorità viene invertita, non c’è lo sviluppo dell’essere umano.

Vi ricordate la canzone di Marco Mengoni “Esseri umani”? Quale? Che cos’è un essere umano? Io me la sono stampata e dice: “devi mostrarti invincibile, collezionare trofei – ecco, il mercato, devi valere qualcosa – “ma quando piangi in silenzio scopri davvero chi sei”. E poi continua: “Prendi la mano e rialzati, tu puoi fidarti di me di chi ti puoi fidare? – “Io sono uno uomo qualunque, uno dei tanti, uguale a te. Ma che splendore che sei nella tua fragilità in quale misura sono splendore? Sì, nel cristianesimo lo sono, ma se la mia fragilità la mostro a scuola oppure sul campo di calcio, vengo messo in panchina per tutto l’anno, devo far vedere che sono forte – e ti ricordo che non siamo soli a combattere questa realtà.

La Costituzione italiana, siccome è stata scritta da cristiani, ha messo al centro la difesa, l’impulso e lo sviluppo della dignità umana (che cosa sia è tutta da scoprire), ma all’interno c’è questo principio che si chiama il personalismo. Ora, è evidente che ci sono tanti elementi che ci fanno capire che la dignità umana viene costantemente profanata davanti ai nostri occhi e noi neanche reagiamo un millimetro. Ci sono degli sport che sono assolutamente anticostituzionali, tipo l’MMA o queste persone che si lanciano con la tuta alare: questo non è secondo la dignità umana; andrebbero proibite. Non si potrebbero vedere questi film horror così violenti.

Sapete che all’epoca di Sant’Agostino non si poteva andare al Colosseo se uno era cristiano, né a fare il gladiatore, né tantomeno guardare i gladiatori: era un peccato mortale, gravissimo; era proibito godere del sangue che veniva fuori da questi combattimenti. Oggi come oggi noi stiamo ripristinando il combattimento dentro l’arena e facciamo in maniera che questi bambini a un certo punto vengano sacrificati al Dio denaro, al mercato. Figurati se tuo figlio lo prende una grande squadra: diventi pazzo, pensando che tuo figlio diventerà un calciatore, ma non hai il desiderio che tuo figlio diventerà un cristiano. Allora Gesù si arrabbia, perché dice che stiamo cambiando l’ordine dei problemi.

Il motociclismo, secondo me, è una cosa gravissima, pericolosissima: passano ad un millimetro dalla morte durante tutta la gara e se li intervistano dicono che si sono divertiti. Siamo in una società pagana dove quello che conta sono i soldi; noi perdiamo il senso del discernimento. È evidente che questo non deve diventare un fondamentalismo, ma ci deve essere una dialettica importante da spendere almeno nell’educazione dei nostri figli; invece non c’è neanche tra di noi.

Ci sembra normale che un bambino faccia 15 chilometri al giorno di nuoto fino a che è grande? È chiaro che poi non lascia più. Quindi bisogna avere questo equilibrio.

Ecco che cosa ci porta questo Vangelo. Capite che è molto importante questa operazione che Gesù fa perché dentro la persona umana va costruito un Tempio, che è la coscienza dell’uomo: va edificata, va formata, va illuminata e ci vogliono anni, ci vuole la vita di una persona o di tante persone che si dedicano a questo. Noi non ci dedichiamo solamente a mettere candele; infatti non ne abbiamo più, c’è solo una rossa, proprio per non entrare in un malinteso: il cristianesimo non è una religione rituale e basta, avulsa dall’esistenza.

Quindi spero che questo vi possa aiutare ad avere dei criteri, perché è una cosa molto importante.