Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano

26-10-2025 XXX domenica del Tempo Ordinario di Fabio Pieroni

Lc 18,9-14

In quel tempo, Gesù disse questa parabola per alcuni che presumevano di esser giusti e disprezzavano gli altri:

«Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l'altro pubblicano.

Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano.

Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo.

Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore.

Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell'altro, perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato».

Sappiamo che Sant’Agostino interpreta il vangelo che dice: mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei per via con lui perché egli non ti consegnI 
al giudice e il giudice alla guardia e tu venga gettato in prigione. Guarda, ti assicuro che non uscirai da finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo!” 
e dice: chi è questo avversario? 
E' la parola di Dio. E' una parola che durante la domenica viene ad informarti o ad essere spiegata dall'esegeta di turno; allo stesso tempo ci deve 
essere un profeta che cerca di collegare la parola con la tua vita di oggi. Quindi io proverò a fare questo.

Il Vangelo ci parla di due personaggi: il fariseo e il pubblicano. Sui farisei dovremo fare una lunga catechesi perché nel Vangelo non sono delle persone abiette come noi immediatamente pensiamo. In realtà ci sono due tipi: il fariseismo con la “e” che Gesù predilige perché sono le persone che maggiormente sono nella sua linea che lui vorrebbe agganciare per portarli alla conversione e poi c’è il farisaismo, il farisaico, cioè la degenerazione di questa modalità religiosa ed estremamente sofisticata.

Ma non ne possiamo parlare adesso perché non abbiamo tempo. Dobbiamo andare ad un altro aspetto. Il fariseo era una persona che aveva l’intima presunzione di essere giusto. Cos’è l’intima presunzione? Come potremmo tradurla? Significa che era profondamente e pienamente convinto che quello che lui pensava fosse la cosa più giusta, fosse la verità. Per esempio nel calcio, può succedere che fanno il fallo e tu dici che è rigore; lo fanno vedere da mille parti, ma poi c’è una moviola particolare e ti accorgi che non è fallo, cioè si è buttato. Quindi anche quando uno ha questa intima presunzione, cioè è convinto di essere dalla parte del giusto, potrebbe sbagliarsi, o forse no.

In questo caso il fariseo aveva ragione. Avete sentito che era una persona eccezionale: era un uomo giusto, fedele, generoso, digiunava 2 volte alla settimana (in Israele si digiunava 1 volta alla settimana, lui 2), pagava le decime, cioè le tasse di tutto quello che possedeva.

Quindi è pienamente nel giusto, ma il Vangelo dice che aveva l’intima presunzione di essere tale. Abbiamo capito che bisogna stare attenti perché tante volte uno che pienamente, sinceramente sente ed è convinto di qualcosa, è possibile che nella verità non sia così. Perché anche se io sono sinceramente convinto, devo fare un passaggio con qualcuno che mi verifichi.

Andiamo però nella fattispecie di colui il quale davvero abbia ragione da vendere. Diceva che malgrado avesse questa giustizia, disprezzava gli altri. Che significa? Che siccome io sono bella, ti ridicolizzo, ti disprezzo perché partendo dalle mie virtù, dalle mie caratteristiche positive, ti schiaccio. Tutta la nostra società è basata sul disprezzare gli altri. La politica si fa così ormai: non è fatta di argomentazioni puntuali, ma di battute: chi è più capace a fare le battute, rende la persona antipatica e quindi quella persona che è stata ridicolizzata ha sempre torto e viceversa, la persona che è resa simpatica da una battuta ha sempre ragione.

Sentite cosa dice a proposito del disprezzo l’ottavo comandamento nel Catechismo della Chiesa Cattolica: il rispetto della reputazione delle persone rende illecito ogni atteggiamento ed ogni parola che possano causare un ingiusto danno… Quindi il giudizio temerario è quello di chi anche solo tacitamente ammette come vera, senza sufficiente fondamento, una colpa morale nel prossimo. La calunnia è di colui che con affermazioni contrarie alla verità nuoce alla reputazione degli altri e dà occasione a giudizi erronei sul suo conto.” Poi parla della iattanza; credo che non ne abbiamo mai sentito parlare; forse avete sentito la millanteria, è più facile. La iattanza o millanteria costituisce una colpa contro la verità. Ciò vale anche per l’ironia che tende ad intaccare l’apprezzamento di qualcuno caricaturando, in maniera malevola – questo non succede mai, vero? – qualche aspetto del suo comportamento”.

Questo è il fariseo: una persona che è intelligentissima, è il primo della classe, dice delle cose bellissime, però ogni volta ti fa fare una brutta figura. Una persona così è assolutamente antipatica, perché ti disprezza e pensa che lui è il migliore, che sa tutto, è il più bello, eccetera.

Allora, attenzione: se io ti dicessi che questo fariseo sei tu? Quando è che iniziano le discussioni a casa? Quando il tuo essere fariseo si scontra con l’altro fariseo che è tuo marito o tua moglie: siete 2 farisei ed esplode una bomba atomica, succede l’ira di Dio. Come faccio io a rendermi conto che sono un fariseo e non sono un pubblicano? Perché al pubblicano gli puoi dire che è un cretino e lui ammette che hai ragione. Se tu invece dici mezza parola ad un fariseo ti dice che è giusto, che ha sempre ragione, che tira fuori tutto l’archivio segreto delle cose che ha ricevuto, che ti può distruggere. Quindi spesso dobbiamo capire che il fariseo è una componente dell’uomo vecchio che abita e che ragiona dentro di noi.

San Paolo però dice che anche se io digiunassi 2 volte alla settimana, pagassi le decime di tutto quello che possiedo e ancora: se parlassi le lingue degli uomini, degli angeli, ma non avessi la carità, è tutto inutile”.

Cioè ci sono persone (anche un catechista bravissimo o un prete) che possono utilizzare le cose spirituali per schiacciarti, per vincerti, per disprezzarti, per toglierti il valore; disprezzarti significa svalutarti. E questo lo facciamo. Come si fa ad uscire da questa maledizione? Lo diceva il Salmo; sentite quanto è bello: Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito – perché ho sbagliato e quindi sono ferito. Così arriva il Signore, mi sta vicino malgrado io sia affranto – il Signore salva gli spiriti affranti. Il Signore riscatta la vita dei suoi schiavi e chi si rifugia in Lui non sarà condannato. Allora, chi ha fatto questa esperienza la deve riportare alla mente perché noi degeneriamo, ci rimontiamo la testa, veniamo da certe problematiche che qualcuno ha risolto e le dimentichiamo; piano piano fa capolino il nostro uomo vecchio fino a che non riemerge un orco che nuovamente sporca e distrugge tutto. Se ti accorgi di questo è molto importante fermarsi e “darsi una calmata”, capire che forse stai diventando troppo permaloso, troppo suscettibile, non ti si può dire una cosa e forse in te sta nuovamente emergendo il fariseo.

Chi era un pubblicano? Era uno che aveva fatto delle cose terribili e ti muove le viscere perché è proprio un mascalzone, non ci sono parole per descriverlo. Eppure Gesù dice: vuoi che nuovamente ti ricordi quando io ho avuto pietà di te? E’ da lì che devi partire, perché se tu dovessi avere tutte le virtù del mondo, ma non avessi la carità, non giova a nulla”, anzi, ci sono persone che possono fare molto male alla gente proprio perché sono state catechisti, perché sanno la Bibbia a memoria e la utilizzano per disprezzare, per svalutare, per sopraffare. Cè stato invece qualcuno che è Gesù Cristo che ci ha accolti e ci accoglie ogni volta con un Spirito che è quello della verità che è l’amore, la misericordia, il sostegno.

Quando in noi emerge questa personalità di chi è stato sorprendentemente amato, allora piano piano nel tuo volto si riguarda una persona diversa, una persona nuova. E’ importante stare attenti perché, come avete capito, dentro di noi ci sono questi due personaggi: l’uomo vecchio e l’uomo nuovo. L’uomo nuovo nasce dall’esperienza della propria fragilità che è stata sanata dalla misericordia di Dio; l’uomo vecchio nasce dalla giustizia, dalla perfezione, dall’autoreferenzialità, dalla propria perfezione. Quando uno aggancia più questo all’amore che lo ha generato è pestilenziale; si dice che era meglio quando era peggio”. Quindi, oggi che è domenica, bisogna che anche tutti voi disinneschiate tutte le vostre armi che avete caricato durante la settimana: devi togliere tutte queste esigenze, questo atteggiamento ostile e riprendere l’identità dall’amore che ti ha generato, da quell’amore che ha curato il tuo cuore ferito e ti ha rialzato quando sei caduto.