Il sapore dei desideri – Lettera ai ragazzi e ai bambini

19-03-2020 di Mauro De Paoli

Carissimi bambini e ragazzi della Parrocchia di San Bernardo,

siamo stati contentissimi di ricevere i vostri “fiori nel deserto”. Ci hanno regalato dei bei sorrisi, ci hanno fatto sperimentare la vostra vicinanza e così in questo deserto ci siamo sentiti per un momento meno soli, sapendo che nel tempo difficile che stiamo vivendo il Signore ispira ai suoi figli bellezza e creatività! Tanti di voi non solo hanno mandato ogni specie di fiori, ma vi hanno aggiunto delle frasi, dei messaggi, dei versetti presi dai Salmi o dai Vangeli, fino ad alcuni che con grande creatività hanno pensato al “fiore” come qualcosa di prezioso da regalare, e hanno disegnato nella maniera più varia e sorprendente ciò che meglio potesse rappresentare questa bellezza. Complimenti! Siete stati proprio bravi! Se andate sul nostro sito (www.sanbernardoparrocchia.it) potrete vedere tutti i disegni e il video montato (https://youtu.be/xb9Wg3EFTpQ).

Ora, dopo questa piacevole pausa ci troviamo di nuovo nel deserto, dobbiamo riprendere il nostro cammino e come il popolo d’Israele, non sappiamo per quanto ancora. Come ormai sapete, vivere in un deserto non è per niente piacevole e si va incontro a tanti problemi. Lo sappiamo e lo vediamo ogni giorno, ma noi che facciamo parte della famiglia di San Bernardo, abbiamo una grande risorsa. Abbiamo la possibilità di riferirci a dei nostri fratelli che ci hanno preceduto in questa marcia attraverso il deserto e da loro possiamo imparare molte cose assolutamente necessarie. Per questo osserveremo attentamente i combattimenti che il popolo d’Israele ha dovuto affrontare nei suoi 40 anni nel deserto e così potremo ottenere preziose indicazioni su come camminare a nostra volta nel nostro deserto casalingo.

Il cibo. Dopo parecchio tempo che vagava nel deserto, il popolo finì le sue scorte di viveri. Al tempo non esistevano come oggi i supermercati, non c’erano file da fare e carrelli da riempire il più possibile come i nostri genitori fanno in questo tempo. Così andarono a lamentarsi dal povero Mosè, il quale avendo una dispensa povera di cibo ma ricca fede non vide altro modo per rispondere al disagio degli israeliti che rivolgersi a Dio.

Lo stomaco vuoto è veramente una cosa seria, ma ancora più serio è quando il cuore si svuota della presenza di Dio. Si prova una sensazione di vuoto persistente, quasi incolmabile, che si cerca di compensare con mille distrazioni o passatempi che ci portano non solo fuori da noi stessi ma lontano anche dagli altri.

Quando la nostra vita si riempie di “altro”, perfino Dio stesso può restarne tagliato fuori.

La cosa evidentemente non credo gli faccia piacere, e visto che è buono e misericordioso e non permaloso come noi, vediamo un po’ insieme cosa si è inventato per aiutare quel popolo cosi ostinato che tanto Egli ama.

Il Signore rispose alle lamentele del suo popolo, accontentando le loro richieste e perfino i loro capricci. Diede loro un cibo dal cielo: la manna! Una polvere biancastra, tipo farina, che come una rugiada appariva ogni mattina nel deserto e che lavorata diventava come pane. Ognuno però poteva prenderne solo il necessario per un giorno, perché la mattina seguente sarebbe riapparsa nuovamente, e così ogni giorno. Giorno dopo giorno, nei cuori degli Israeliti tornò quella sensazione di pace e di amore che si prova quando si riceve un bel regalo inaspettato. I loro cuori erano nuovamente sollevati e legati al loro Dio che come un Padre, ogni giorno, si prendeva cura di loro.

Ma c’è una cosa importante da sapere su questa manna che pochi conoscono. Anni dopo, quando quelle persone divennero anziane, raccontarono ai nipoti di quei giorni incredibili, ricordando di quella manna una cosa in particolare: che quell’alimento «si adattava al gusto di chi lo mangiava, e si trasformava in ciò che ognuno desiderava».

Con quel racconto, gli anziani israeliti cercavano di spiegare ai loro nipoti quanto, nelle situazioni difficili, i nostri desideri e le nostre intenzioni possono incidere sul nostro modo di affrontare le difficoltà e la nostra vita. Se uno per esempio desidera solo aver ragione e stare comodo, qualsiasi scomodità gli sembrerà insopportabile. Se uno desidera far del bene a suo nonno gli sembrerà una occasione da non perdere quella di dormire per esempio per terra, per far spazio a suo nonno che ha avuto un piccolo incidente e per quella notte non può tornare a casa.

Che collegamento faresti tu tra questa storia del popolo di Israele che affrontava coraggiosamente il deserto e la situazione che stai vivendo in questi giorni difficili?

Se dovessi fare un parallelismo tra te e il popolo degli israeliti che somiglianze vedi?

Camminare in questo deserto che gusto sta assumendo per te in questo momento? Raccontiamolo!

Come? Esprimendo il sapore che sentiamo dentro di noi con una poesia, una preghiera, una lettera, un pensiero, una canzone, un disegno, qualcosa che sia tuo, che dica il tuo sapore!

Aspettiamo i vostri contributi entro domenica 22 marzo sulla mail della parrocchia:

sanbernardoparrocchia.roma@gmail.com

I testi troveranno un posto speciale sul nostro sito:

www.sanbernardoparrocchia.it

Scarica la lettera ai ragazzi e bambini “IL SAPORE DEI DESIDERI”

 

Tags: