Io faccio nuove tutte le cose

13-03-2016 V domenica di Quaresima di don Fabio Pieroni

Gv 8,1-11

Gesù si avviò allora verso il monte degli Ulivi.  Ma all'alba si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui ed egli, sedutosi, li ammaestrava.  Allora gli scribi e i farisei gli conducono una donna sorpresa in adulterio e, postala nel mezzo,  gli dicono: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio.  Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?».  Questo dicevano per metterlo alla prova e per avere di che accusarlo. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere col dito per terra. E siccome insistevano nell'interrogarlo, alzò il capo e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei». E chinatosi di nuovo, scriveva per terra.  Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi. Rimase solo Gesù con la donna là in mezzo.  Alzatosi allora Gesù le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?».  Ed essa rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù le disse: «Neanch'io ti condanno; va' e d'ora in poi non peccare più».

 

Commettere adulterio significa tradire l’amore. Questa donna che poi sarebbe Israele, che è l’umanità, sono io, sei tu, ha tradito l’amore (perché ogni uomo tradisce l’amore) e viene portata davanti a Gesù, a cui viene chiesto: “Come dobbiamo giudicare questa donna?”.  Qualcuno potrebbe pensare che qui Gesù non abbia giudicato… No! Gesù ha giudicato questa donna, perché giudicare significa valutare. Noi dobbiamo valutare, Se uno fa una cosa grande e bella va valutato: che cosa grande! Se uno commette un tradimento dell’amore, va valutato: ha tradito l’amore! Quindi Gesù giudica, cioè valuta.

Qualunque persona abbia sperimentato l’essere valutata per aver tradito l’amore, si è sentita morire. Se tradisci un’amicizia, una confidenza sei finito, steso a terra, morto. Questa donna viene portata davanti a Gesù, e Gesù comincia a scrivere. Non si sa che cosa stia scrivendo, anche se sono state fatte tante illazioni su questo scrivere di Gesù, ma la prima lettura tratta dal libro del profeta Isaia ci dà una risposta: “Non vi accorgete che io non faccio le cose vecchie, ma faccio le cose nuove? Sto facendo una cosa nuova, sto immettendo acqua nel deserto. Addirittura gli struzzi nel deserto se ne rendono conto!”.

“Io faccio nuove tutte le cose!”  In greco nuovo si può dire in due modi: o neos da cui novus in latino che significa ultimo, recente. Oppure si può dire kainos. La bibbia tradotta in greco dagli stessi ebrei, la Settanta, traduce questo vocabolo in questo testo di Isaia con Kainos, che significa inaudito, sorprendente! Fare qualcosa di impressionante che non esisteva prima, addirittura mettere l’acqua nel deserto tanto che anche gli struzzi se ne accorgono e tutto diventa straordinariamente bello. Gesù sta scrivendo una cosa nuova, inaudita. Lui sta valutando che questa donna ha tradito l’amore. Cosa bisogna fare? Condannarla? Distruggerla? Questo è ciò che tutti noi sappiamo fare molto bene! Queste sono le cose vecchie! A noi piace fare le cose vecchie! Noi a Roma viviamo in una situazione di anonimato, ma in un paese, in un piccolo centro, se fai un’azione per la quale tradisci l’amore, tu sei finito! Tu sarai per sempre squalificato! Questo sappiamo fare noi: “Tu non sai chi è quella! Hai fatto quella cosa? Basta! Con me hai chiuso! Sei morto!”.

Gesù invece fa una cosa inaudita, una cosa nuova, ha misericordia! Cosa è la misericordia? Noi abbiamo tante idee sulla misericordia. Noi pensiamo che sia quell’atteggiamento del professore che ti interroga quando tu non sai niente e dice: “Ti dovrei mettere tre, ma mi fai pena… Lasciamo stare, va!”. E’ come se questa donna dicesse: “Mi ha detto bene stavolta! Gesù ha usato misericordia e ora devo rigare dritta! Che fortuna!”. Questa non è la misericordia. La parola misericordia viene dall’ebraico rehem che vuol dire utero, e Gesù con il suo essere misericordioso ti dice: “Io ti posso dare la vita, riaccendere una dignità che tu non dovresti più avere. Io ti farò vivere, e ti sentirai insieme con me una regina. Io ti posso dare questa nuova regalità. Tu uscirai dalla tua vergogna, anzi questa esperienza sarà per te come un segreto tra me e te, qualcosa di straordinario. Io faccio una cosa nuova, ti farò sentire come mai ti sei sentita!”.

Questo Cristo sa fare! L’unico che sa fare questa cosa è il Dio di Gesù Cristo, l’unico che riesce a trasformare, ad operare dentro una realtà totalmente compromessa è il Dio di Gesù Cristo, è il vangelo.

Bisogna giudicare, valutare, ma una volta che ho valutato, io devo agire, e se mi rendo conto che quella situazione è compromessa, mi alzo e faccio una cosa nuova! Questa è la cosa più grande che noi dovremmo desiderare di fare e che sogniamo che ci venga fatta quando dovessimo trovarci in una situazione disperata. Perché ti troverai in una situazione disperata, non si scappa da questo! Non pensare che non ti accadrà mai! Dicevano i padri antichi che quando vedi una persona che fa un peccato, devi dire: oggi a lui domani a me. Stai buono! Non fare il bullo! Non fare la santarella! Arriverà il giorno in cui ti disprezzerai perché farai cose vecchie. Cristo fa le cose nuove. La cosa nuova è trasformare una situazione disperata in qualcosa di meraviglioso. Se uno ha fatto un’esperienza vera del Dio di Gesù Cristo, non può che raccontare questo. Se non ha fatto questa esperienza significa che Dio non l’ha conosciuto.

Abbiamo parlato del tradire l’amore, ma quale amore? Noi sappiamo che quanto più siamo vicini a Dio, tanto più capiamo cosa sia l’amore vero, e quanto spesso questo amore lo abbiamo tradito, e quanto questo ci abbia distrutto. Davanti a noi c’è sempre Cristo che ci consente di rialzarci con una dignità ulteriormente preziosa, non con questa specie di inerzia che ci sporca, ci squalifica definitivamente perché ci da una vita di serie B. Cristo ci dà una vita di serie A!

Carissimi io vi invito oggi a desiderare di fare cose nuove! Tutti noi ci aspettiamo di poter dire una cosa ad una persona senza che quella reagisca urlando, arrabbiandosi! E’ una cosa nuova, inaudita! Speriamo che ci venga il desiderio. Però nessuno può fare una cosa che non ha già visto fare sulla sua vita! Dobbiamo imparare a contemplare le cose nuove che Cristo e la Chiesa ci hanno dato, perché facilmente le dimentichiamo. Tu dimentichi quanto eri fuori di testa! Tu dimentichi come eri quando la Chiesa ti ha accolto! Tu lo dimentichi, amore mio e questo è un problema grave!  Tu dimentichi chi saresti senza Cristo! Saresti zero! Te lo devi ricordare! La cosa più grave è la dimenticanza, la negligenza, questo ci fa tornare ad essere quello che eravamo. La gratitudine, la riconoscenza, la contemplazione, questo è il segreto di un cristiano.

Vi invito a lavorare su questo. Chiediti: ma io che cose nuove sto facendo? O  ho ricominciato a fare le cose vecchie? La nostra preghiera sia allora: Signore aiutami a fare cose nuove!