Quaderno di preghiera

04-12-2017 di Irene Mancini

Spunti per la preghiera da lunedì 6 aprile a sabato 11 aprile 2020

Settimana Santa

 

Lunedì Santo 6 aprile

Liturgia: Is.42,1-7; Sal.26; Gv.12,1-11

Gesù dunque, sei giorni prima della Pasqua, andò a Betania dov’era Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. Qui gli offrirono una cena; Marta serviva e Lazzaro era uno di quelli che erano a tavola con lui. Allora Maria, presa una libbra d’olio profumato, di nardo puro, di gran valore, unse i piedi di Gesù e glieli asciugò con i suoi capelli; e la casa fu piena del profumo dell’olio. Ma Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: «Perché non si è venduto quest’olio per trecento denari e non si sono dati ai poveri?» Diceva così, non perché si curasse dei poveri, ma perché era ladro, e, tenendo la borsa, ne portava via quello che vi si metteva dentro. Gesù dunque disse: «Lasciala stare; ella lo ha conservato per il giorno della mia sepoltura. Poiché i poveri li avete sempre con voi; ma me, non mi avete sempre». Una gran folla di Giudei seppe dunque che egli era lì; e ci andarono non solo a motivo di Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. Ma i capi dei sacerdoti deliberarono di far morire anche Lazzaro, perché, a causa sua, molti Giudei andavano e credevano in Gesù.

Spunti di Preghiera:

“Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo”. Siamo a sei giorni prima della Pasqua. Gesù si dirige di nuovo nella casa dei suoi amati amici, e sembra che la storia si ripete: Marta che si mette a fare e a servire, invece sua sorella Maria, di nuovo si mette ai piedi del Signore, questa volta non solo per ascoltarLo ma per cospargere i Suoi piedi con un profumo preziosissimo. È la terza volta che lei si mette ai piedi di Gesù, una volta per ascoltarLo, una per bagnare i Suoi piedi con le sue lacrime e una per lavarli con un profumo. Anche noi, come Maria, sappiamo che è sempre buono metterci ai piedi di Gesù attraverso l’ascolto profondo e il dialogo con la Sua Parola, che è sempre buono avere sentimenti di sincero e profondo pentimento ma non sappiamo se abbiamo mai cosparso i piedi di Gesù di un profumo prezioso, il più prezioso che abbiamo in casa ma soprattutto nel nostro cuore, che poteva addirittura andare ai poveri come dice l’ipocrita Giuda. E a Gesù piace questo gesto. Lui ci invita quindi proprio come Maria, a fare un gesto prezioso per Lui, un sacrificio di amore puro come quel puro nardo, un gesto che per qualcun’altro sarebbe uno spreco, ma che solo noi sappiamo essere preziosissimo se lo facciamo per amore. Alla fine, la storia di amore con Gesù, proprio come tra due innamorati, è fatta di questi piccoli grandi gesti, preziosissimi agli occhi dei due innamorati ma inutili agli occhi altrui, che in questa storia d’amore sono entrati solo superficialmente. Il gesto della Maddalena è un invito al rinnovo continuo del nostro amore nei confronti di Gesù, affinchè questa storia tra Lui e ciascuno di noi si mantenga sempre viva e palpitante.

 

Martedì Santo 7 aprile

Liturgia: Is.49,1-6; Sal. 70; Gv.13,21-33.36-38

Dette queste cose, Gesù fu turbato nello spirito e, apertamente, così dichiarò: «In verità, in verità vi dico che uno di voi mi tradirà». I discepoli si guardavano l’un l’altro, non sapendo di chi parlasse. Ora, a tavola, inclinato sul petto di Gesù, stava uno dei discepoli, quello che Gesù amava. Simon Pietro gli fece cenno di domandare chi fosse colui del quale parlava. Egli, chinatosi sul petto di Gesù, gli domandò: «Signore, chi è?» Gesù rispose: «È quello al quale darò il boccone dopo averlo intinto». E intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariota. Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui. Per cui Gesù gli disse: «Quel che fai, fallo presto». Ma nessuno dei commensali comprese perché gli avesse detto così. Difatti alcuni pensavano che, siccome Giuda teneva la borsa, Gesù gli avesse detto: «Compra quel che ci occorre per la festa»; ovvero che desse qualcosa ai poveri. Egli dunque, preso il boccone, uscì subito; ed era notte. Quando egli fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è glorificato e Dio è glorificato in lui. Se Dio è glorificato in lui, Dio lo glorificherà anche in se stesso e lo glorificherà presto. Figlioli, è per poco che sono ancora con voi. Voi mi cercherete; e, come ho detto ai Giudei: “Dove vado io, voi non potete venire”, così lo dico ora a voi. Simon Pietro gli domandò: «Signore, dove vai?» Gesù rispose: «Dove vado io, non puoi seguirmi per ora; ma mi seguirai più tardi». Pietro gli disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!» Gesù gli rispose: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità ti dico che il gallo non canterà che già tu non mi abbia rinnegato tre volte.

Spunti di Preghiera:

“Ed era notte”, le tenebre sembrano prendere il sopravvento; siamo in un momento storico molto importante, stiamo vivendo qualcosa che per giorni abbiamo fatto fatica ad accettare, al limite del surreale. Questo virus ha portato intorno a noi più silenzio, i rumori esterni diminuiscono e, a tratti, scompaiono completamente. In tutto questo fermarsi del mondo, una luce si accendo dentro ognuno di noi. Come il Signore ha permesso il tradimento di Giuda, così oggi noi possiamo sentire momenti di sconforto, paura e possiamo immaginare che la morte prenda il sopravvento; è “l’ironia” del piano divino: Cristo salendo sulla croce vince la morte; è la Croce che oggi il Signore ci invita a portare con dignità, amore, forza e fiducia in attesa della Risurrezione. Preghiamo, quindi, affinché la paura non vinca, e abbracciate le nostre Croci e sofferenze presenti, siamo fiduciosi nel Signore, Padre buono e presenza d’amore

 

Mercoledì Santo 8 aprile

Liturgia: Is.50,4-9a; Sal.68; Mt.26,14-25

Allora uno dei dodici, che si chiamava Giuda Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti, e disse loro: «Che cosa siete disposti a darmi, se io ve lo consegno?» Ed essi gli fissarono trenta sicli d’argento. Da quell’ora cercava il momento opportuno per consegnarlo. Il primo giorno degli azzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che ti prepariamo la Pasqua?» Egli disse: «Andate in città dal tale e ditegli: “Il Maestro dice: ‘Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te, con i miei discepoli'”». E i discepoli fecero come Gesù aveva loro ordinato e prepararono la Pasqua. Quando fu sera, si mise a tavola con i dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità vi dico: Uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono a dirgli uno dopo l’altro: «Sono forse io, Signore?» Ma egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, quello mi tradirà. Certo, il Figlio dell’uomo se ne va, come è scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo è tradito! Meglio sarebbe per quell’uomo se non fosse mai nato». E Giuda, il traditore, prese a dire: «Sono forse io, Rabbì?» E Gesù a lui: «Lo hai detto».

Spunti di Preghiera:

Dopo aver dialogato intensamente con il Padre, attraverso la preghiera, ora per Gesù è tutto chiaro e si prepara per la Sua salita al Calvario. Si occupa anche di dettagli che sembrano insignificanti in questo momento, come scegliere il posto dove mangiare la Pasqua con i suoi discepoli. Questa scelta invece mette in risalto l’importanza che rivestirà questa cena nella storia della Salvezza. Nel brano del Vangelo di oggi, mentre appunto erano tutti a tavola Gesù pronuncia queste parole: “In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà”. Gesù, vogliamo vivere con Te questo momento drammatico. Vorremmo alleviarti il dolore di questo tradimento da parte di un discepolo che Tu stesso avevi scelto, sul quale facevi affidamento e che credevi amico. Il peccato di Giuda oggi lo sentiamo su di noi. Perdonaci Signore Gesù!

Giovedì Santo P. 9 aprile

Liturgia: Es.12,1-8.11-14; Sal.115; 1Cor.11,23-26; Gv. 13,1-15

Or prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta per lui l’ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine. Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio se ne tornava, si alzò da tavola, depose le sue vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse. Poi mise dell’acqua in una bacinella, e cominciò a lavare i piedi ai discepoli, e ad asciugarli con l’asciugatoio del quale era cinto. Si avvicinò dunque a Simon Pietro, il quale gli disse: «Tu, Signore, lavare i piedi a me?» Gesù gli rispose: «Tu non sai ora quello che io faccio, ma lo capirai dopo». Pietro gli disse: «Non mi laverai mai i piedi!» Gesù gli rispose: «Se non ti lavo, non hai parte alcuna con me». E Simon Pietro: «Signore, non soltanto i piedi, ma anche le mani e il capo!» Gesù gli disse: «Chi è lavato tutto, non ha bisogno che di aver lavati i piedi; è purificato tutto quanto; e voi siete purificati, ma non tutti». Perché sapeva chi era colui che lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete netti». Quando dunque ebbe loro lavato i piedi ed ebbe ripreso le sue vesti, si mise di nuovo a tavola, e disse loro: «Capite quello che vi ho fatto? Voi mi chiamate Maestro e Signore; e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, che sono il Signore e il Maestro, vi ho lavato i piedi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Infatti vi ho dato un esempio, affinché anche voi facciate come vi ho fatto io.

Spunti di Preghiera:

Con il giovedì santo entriamo nel Triduo Pasquale, nel momento più importante dell’anno liturgico. Chiediamo allo Spirito Santo di venire a visitarci in questi giorni, di soffiare forte sul nostro cuore e sulla nostra mente, perché allarghi il nostro sguardo, perché provochi in noi un cambiamento. Gesù ci fa una dichiarazione d’amore che sa d’infinito, ci ama e ci amerà fino alla fine. Quanto è bella quell’immagine dell’asciugamano! Gesù viene per asciugare le nostre lacrime, per detergere il nostro sudore, non solo la fatica del lavoro, ma la stanchezza che viene talvolta dalle relazioni con gli altri, dall’incomprensione, dalla solitudine. Gesù è qui davanti a noi oggi, ai nostri piedi, per guardarci negli occhi come solo Lui sa fare ed asciugare le nostre ferite, per riempirci di speranza e donarci una nuova prospettiva, per gridare il suo amore per noi, Amore che ci arriva in mille modi, quel Pane che si spezza ogni giorno, quel Corpo che ogni giorno sale sulla croce per noi. “Preziosa agli occhi del Signore è la morte dei suoi figli”, Signore Gesù, donaci di poter morire a noi stessi almeno un po’ per far entrare Te. Donaci di non sprecare questo tempo prezioso per ritrovarTi, per ascoltarTi, per servire con altri mezzi, in altre maniere i nostri fratelli.

Venerdì Santo P. 10 aprile

Liturgia: Is.52,13-53,12; Sal.30; Ebr.4,14-16; 5,7-9; Gv.18,1-19,42

(…) Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso. Presero dunque Gesù; ed egli, portando la sua croce, giunse al luogo detto del Teschio, che in ebraico si chiama Golgota, dove lo crocifissero, assieme ad altri due, uno di qua, l’altro di là, e Gesù nel mezzo. Pilato fece pure un’iscrizione e la pose sulla croce. V’era scritto: GESÙ IL NAZARENO, IL RE DEI GIUDEI. Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove Gesù fu crocifisso era vicino alla città; e l’iscrizione era in ebraico, in latino e in greco. Perciò i capi dei sacerdoti dei Giudei dicevano a Pilato: «Non lasciare scritto: “Il re dei Giudei”; ma che egli ha detto: “Io sono il re dei Giudei”». Pilato rispose: «Quello che ho scritto, ho scritto». I soldati dunque, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una parte per ciascun soldato. Presero anche la tunica, che era senza cuciture, tessuta per intero dall’alto in basso. Dissero dunque tra di loro: «Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocchi»; affinché si adempisse la Scrittura che dice:

«Hanno spartito fra loro le mie vesti,

e hanno tirato a sorte la mia tunica».

Questo fecero dunque i soldati. Presso la croce di Gesù stavano sua madre e la sorella di sua madre, Maria di Cleopa, e Maria Maddalena. Gesù dunque, vedendo sua madre e presso di lei il discepolo che egli amava, disse a sua madre: «Donna, ecco tuo figlio!» Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!» E da quel momento, il discepolo la prese in casa sua. Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era già compiuta, affinché si adempisse la Scrittura, disse: «Ho sete». C’era lì un vaso pieno d’aceto; posta dunque una spugna, imbevuta d’aceto, in cima a un ramo d’issopo, l’accostarono alla sua bocca. Quando Gesù ebbe preso l’aceto, disse: «È compiuto!» E, chinato il capo, rese lo spirito. Allora i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato (poiché era la Preparazione e quel sabato era un gran giorno), chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe, e fossero portati via. I soldati dunque vennero e spezzarono le gambe al primo, e poi anche all’altro che era crocifisso con lui; ma giunti a Gesù, lo videro già morto, e non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli forò il costato con una lancia, e subito ne uscì sangue e acqua. Colui che lo ha visto, ne ha reso testimonianza, e la sua testimonianza è vera; ed egli sa che dice il vero, affinché anche voi crediate. Poiché questo è avvenuto affinché si adempisse la Scrittura:

«Nessun osso di lui sarà spezzato».

E un’altra Scrittura dice:

«Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto».

Dopo queste cose, Giuseppe d’Arimatea, che era discepolo di Gesù, ma in segreto per timore dei Giudei, chiese a Pilato di poter prendere il corpo di Gesù, e Pilato glielo permise. Egli dunque venne e prese il corpo di Gesù. Nicodemo, che in precedenza era andato da Gesù di notte, venne anch’egli, portando una mistura di mirra e d’aloe di circa cento libbre. Essi dunque presero il corpo di Gesù e lo avvolsero in fasce con gli aromi, secondo il modo di seppellire in uso presso i Giudei. Nel luogo dov’egli era stato crocifisso c’era un giardino, e in quel giardino un sepolcro nuovo, dove nessuno era ancora stato deposto. Là dunque deposero Gesù, a motivo della Preparazione dei Giudei, perché il sepolcro era vicino.

Spunti di Preghiera:

“Questo infatti avvenne perché si compisse la scrittura”. Siamo veramente sicuri di aver intimamente compreso nel cuore cosa e’ successo circa duemila anni fa a Gerusalemme? Crediamo sinceramente o un dubbio ancora ci turba, il pensiero che Gesu’, il Figlio di Dio, uomo senza alcuna colpa, come ripete piu’ volte Pilato, abbia donato la Sua vita per ciascun di noi? Come pecora condotta al macello si e’ caricato tutti i nostri peccati perché noi potessimo ricevere il dono della vita eterna. Non si e’ tirato indietro di fronte alla sofferenza fisica e spirituale che lo attendeva nella passione perchè la posta in gioco ero io, eri tu, eravamo tutti noi, era l’eternita’; ci ha salvati dal nulla che rimane alla fine dei nostri giorni terreni, dall’oblio, dal buio eterno. Allora oggi nel silenzio di questo giorno ringraziamo Dio per il suo infinito amore e per la sua fedeltà e celebriamo nei nostri cuori questo giorno, come un giorno benedetto”.

 

Sabato Santo P. 11 aprile

UFFICIO DELLE LETTURE

Da un’antica «Omelia sul Sabato santo». (Pg 43, 439. 451. 462-463)

La discesa agli inferi del Signore

Che cosa è avvenuto? Oggi sulla terra c’è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme: la terra è rimasta sbigottita e tace perché il Dio fatto carne si è addormentato e ha svegliato coloro che da secoli dormivano. Dio è morto nella carne ed è sceso a scuotere il regno degli inferi.

Certo egli va a cercare il primo padre, come la pecorella smarrita. Egli vuole scendere a visitare quelli che siedono nelle tenebre e nell’ombra di morte. Dio e il Figlio suo vanno a liberare dalle sofferenze Adamo ed Eva che si trovano in prigione.

Il Signore entrò da loro portando le armi vittoriose della croce. Appena Adamo, il progenitore, lo vide, percuotendosi il petto per la meraviglia, gridò a tutti e disse: «Sia con tutti il mio Signore». E Cristo rispondendo disse ad Adamo: «E con il tuo spirito». E, presolo per mano, lo scosse, dicendo: «Svegliati, tu che dormi, e risorgi dai morti, e Cristo ti illuminerà.

Io sono il tuo Dio, che per te sono diventato tuo figlio; che per te e per questi, che da te hanno avuto origine, ora parlo e nella mia potenza ordino a coloro che erano in carcere: Uscite! A coloro che erano nelle tenebre: Siate illuminati! A coloro che erano morti: Risorgete! A te comando: Svegliati, tu che dormi! Infatti non ti ho creato perché rimanessi prigioniero nell’inferno. Risorgi dai morti. Io sono la vita dei morti. Risorgi, opera delle mie mani! Risorgi mia effige, fatta a mia immagine! Risorgi, usciamo di qui! Tu in me e io in te siamo infatti un’unica e indivisa natura.

Per te io, tuo Dio, mi sono fatto tuo figlio. Per te io, il Signore, ho rivestito la tua natura di servo. Per te, io che sto al di sopra dei cieli, sono venuto sulla terra e al di sotto della terra. Per te uomo ho condiviso la debolezza umana, ma poi son diventato libero tra i morti. Per te, che sei uscito dal giardino del paradiso terrestre, sono stato tradito in un giardino e dato in mano ai Giudei, e in un giardino sono stato messo in croce. Guarda sulla mia faccia gli sputi che io ricevetti per te, per poterti restituire a quel primo soffio vitale. Guarda sulle mie guance gli schiaffi, sopportati per rifare a mia immagine la tua bellezza perduta.

Guarda sul mio dorso la flagellazione subita per liberare le tue spalle dal peso dei tuoi peccati. Guarda le mie mani inchiodate al legno per te, che un tempo avevi malamente allungato la tua mano all’albero. Morii sulla croce e la lancia penetrò nel mio costato, per te che ti addormentasti nel paradiso e facesti uscire Eva dal tuo fianco. Il mio costato sanò il dolore del tuo fianco. Il mio sonno ti libererà dal sonno dell’inferno. La mia lancia trattenne la lancia che si era rivolta contro di te.

Sorgi, allontaniamoci di qui. Il nemico ti fece uscire dalla terra del paradiso. Io invece non ti rimetto più in quel giardino, ma ti colloco sul trono celeste. Ti fu proibito di toccare la pianta simbolica della vita, ma io, che sono la vita, ti comunico quello che sono. Ho posto dei cherubini che come servi ti custodissero. Ora faccio sì che i cherubini ti adorino quasi come Dio, anche se non sei Dio.

Il trono celeste è pronto, pronti e agli ordini sono i portatori, la sala è allestita, la mensa apparecchiata, l’eterna dimora è addobbata, i forzieri aperti. In altre parole, è preparato per te dai secoli eterni il regno dei cieli».

Famiglia Missionaria “Verbum Dei” www.verbumdei.it