Magnolia

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12 personaggi, 9 storie diverse che hanno segnato la loro esistenza e che infastidiscono come fantasmi assillanti il loro presente:

una donna, attanagliata dai rimorsi per non aver amato abbastanza suo marito, un padre che ha abbandonato il figlio da bambino e che sul letto di morte è dilaniato dal pentimento, suo figlio, divenuto uomo, vive il suo successo con una ferita profonda: l’assenza del padre; una ragazza, che ha subito abusi dal padre, trova nella cocaina, la cura per non pensare a quelle violenze tremende, e suo padre anche lui in fin di vita, che deve liberarsi assolutamente di quel peso dalla coscienza, un poliziotto giovane con scarsa autostima, in cerca di una fede nel momento della disperazione e che passa attraverso parecchie prove per aiutare una tossicodipendente, un bambino prodigio messo sotto pressione dal padre con le sue esigenti e smisurate aspettative, un uomo, ex genio dei quiz, vive una vita da incompreso e cade nella perversione infine il badante del padre mancato, che dovrà vivere con umiltà e misericordia la sua “missione”, pur avendo dei limiti oggettivi.

Queste storie possono rappresentare uno spaccato della società moderna e molti di noi possono identificarsi anche minimamente in una delle 9 storie, con le sue avversità, con la mancanza di soluzioni che un uomo da solo, lontano da Dio non sa trovare.

Al centro di queste vite travagliate c’è spesso una storia del passato non risolta, un fardello, una croce da cui i protagonisti non riescono a liberarsi, o meglio con cui non riescono a convivere.

La frase ricorrente, Noi possiamo chiudere col Passato... ma il Passato non chiude con noi, non è altro che uno dei primi traguardi di un cristiano; capire che ogni evento, ogni trauma, ogni esperienza ci costituisce, ci forma e ci fortifica non è che un modo per abbracciare quella Croce che da anni ci opprime ma che ci avvicina a Cristo nel suo calvario.

E se ci si aspetta il finale fiabesco con il colpo di scena fatale e risolutore, ci si sbaglia:la pioggia di rane arriva al momento cruciale, come un castigo che ha lo scopo di purificare e chi guarda il film si accorge di come facilmente può prevalere l'impotenza e la rassegnazione in un uomo di fronte a i problemi tipici e comuni lontani da Dio, senza Fede.