In cammino verso Madrid
“Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede”.
C’è stato un evento quest’estate sul quale sono stati puntati i riflettori, un evento che il mondo si è fermato un attimo a guardare, interrompendo la sua frenetica corsa: la Giornata Mondiale della Gioventù a Madrid. Dopo una lunga preparazione iniziata circa un anno fa, cento ragazzi, dai 14 ai 30 anni, guidati da Don Christian, tre catechisti e alcuni tutor, sono partiti lo scorso 15 agosto dalla parrocchia di San Bernardo, per iniziare il loro pellegrinaggio che li avrebbe condotti a Madrid.
Un percorso passato attraverso l’Andalusia, che nei secoli passati ha visto insediarsi sul proprio territorio diverse etnie: iberi, cartaginesi, romani, vandali, visigoti e musulmani, che hanno segnato anche architettonicamente la cultura andalusa.
Prima tappa Granada.
La città dell’Alhambra, complesso monumentale realizzato durante la dominazione mussulmana (XIV secolo) e diventato sede reale dei castigliani, dopo la conquista di Granada da parte dei re cattolici nel 1492. Un perfetto equilibrio di natura, arte e architettura, da lasciare senza fiato.
Seconda e terza tappa Cordova e Siviglia indimenticabili per le loro imponenti cattedrali. La cattedrale di Cordova, chiesa principale della Diocesi, dalle origini visigote, distrutta nel periodo islamico per edificarvi una Moschea e trasformata nuovamente in Chiesa dal re Ferdinando III, detto il Santo, che riconquistò Cordova nel 1236. E la cattedrale di Siviglia, nata come Moschea tra il 1184 e il 1198 e consacrata Cattedrale nel 1248.
In queste città i ragazzi hanno vissuto momenti importanti di riflessione, condivisione e testimonianza. A Siviglia, in Plaza de Espana, i cento giovani sono andati in missione tra la gente del posto, a parlare dell’esperienza che presto avrebbero vissuto e a testimoniare l’importanza di Cristo nella loro vita.
Quarta tappa Madrid.
E così dopo tanti km a piedi e con il pullman quel 20 agosto che sembrava così lontano è arrivato: la data della veglia con il Papa e con tutti i pellegrini della Gmg a Cuatro Vientos, aeroporto madrileno.
Due milioni circa di ragazzi, un cielo colorato di bandiere e i sorrisi su tutti i volti, come se si conoscessero da tempo. Sulle magliette dei giovani di San Bernardo una stampa: “Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede!”
Sì! Un esercito di giovani, che neanche una tromba d’aria, durante la notte, è riuscita a spaventare, lì a Cuatro Vientos, per testimoniare l’importanza di Dio nella loro vita!
Il papa Benedetto XVI ha parlato con dolcezza a tutti quei giovani: “Direi che queste Gmg sono un segnale, una cascata di luce; danno visibilità alla fede, visibilità alla presenza di Dio nel mondo e creano così coraggio di essere credenti. Spesso i credenti si sentono isolati in questo mondo, quasi perduti. Qui vedono che non sono soli, che c’è una grande rete di fede, una grande comunità di credenti nel mondo, che è bello vivere in questa amicizia universale. […] E questa nascita di una rete universale di amicizia, che collega mondo e Dio, è un’importante realtà per il futuro dell’umanità, per la vita dell’umanità di oggi”.
Un messaggio importante che testimonia, in mezzo a tutta quella folla, il passaggio di Dio.
E dopo la solenne messa con il Papa Benedetto XVI, un altro appuntamento importante attendeva i ragazzi di San Bernardo: l’incontro di tutti i giovani delle comunità neocatecumenali del mondo, con Kiko Arguello, iniziatore, insieme a Carmen Hernandèz e Mario Pezzi del Cammino neocatecumenale, a Plaza Cibeles, Madrid. Un incontro vocazionale nel quale 5 mila ragazzi e 3 mila ragazze si sono alzate per dire “Signore manda me”.
Un’esperienza forte che in ognuno di questi ragazzi avrà senz’altro lasciato un segno, un’occasione che a questi giovani è stata data e che li aiuterà ad iniziare questo nuovo anno con una consapevolezza in più: quella di non essere soli.
E ad attenderli tra due anni la prossima Giornata Mondiale della Gioventù. Destinazione Rio de Janeiro, Brasile.


